|
Il colonnato di Piazza San Pietro di Lorenzo Bernini
Nel 1629 moriva Carlo Maderno, l’architetto della «fabbrica di San Pietro», autore dell’ampliamento nonché della facciata della basilica. Nella prestigiosa ed ambita carica gli successe Gian Lorenzo Bernini, che in quegli anni già lavorava in San Pietro per la costruzione del baldacchino. Il nuovo ruolo consentì al Bernini di occuparsi in maniera più diretta dell’architettura, ed egli fu sicuramente l’artista che più contribuì a dare a Roma un volto barocco. E di certo, quale architetto, la sua realizzazione più importante, ed anche la più originale e geniale, rimane la sistemazione di piazza San Pietro. Dare una forma armonica allo slargo di fronte la basilica non doveva essere un problema semplice, anche perché sia la chiesa, sia i palazzi sul lato destro, già esistevano Bernini riuscì a trovare la soluzione giusta, inventando un colonnato che circondava lo spazio senza sovrapporsi agli edifici già esistenti, tra cui il palazzo degli alloggi papali, da dove il pontefice si affacciava per impartire la sua benedizione. La genialità del Bernini fu nella forma che diede a questo colonnato. I due primi lati partono dalle estremità della facciata di San Pietro e proseguono non paralleli, ma convergenti. Alla fine proseguono in due emicicli che disegnano uno spazio apparentemente ellittico. La grande selva di colonne (in numero di 284) creano un’immagine monumentale, maestosa, che segna lo spazio in maniera molto forte, pur senza di fatto chiudere alcuno spazio. In pratica questo colonnato, al pari del baldacchino che Bernini realizzò all’interno della basilica, è quasi più una scultura che non un’opera architettonica. In realtà, Bernini risolve un problema spaziale a scala urbana (di fatto l’opera è architettura e urbanistica insieme) con una soluzione da scultore. Una ulteriore dimostrazione di quanto l’artista barocco in genere, e Bernini in particolare, sappia integrare le diverse arti plastiche tra loro per ottenere soluzioni «globali» sul piano della forma. La scelta, di unire lo spazio della piazza alla facciata con due lati non paralleli, fu un’altra intuizione geniale. Bernini, molto attento agli effetti di percezione visiva, e ben conoscendo le leggi della prospettiva ottica, facendo convergere questi due lati di raccordo riesce a produrre la sensazione che la facciata della basilica si avvicini alla piazza. In questo modo si rinnova la capacità illusionistica dell’arte barocca, capace di sfruttare tutti gli espedienti per ottenere il risultato più scenografico e spettacolare possibile.
|