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Lorenzo Bernini a servizio dei Papi
La fortuna dell'artista sembra fermarsi improvvisamente con la morte del suo protettore: infatti nel 1644 comincia il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, molto più austero, a causa della crisi economica dello stato pontificio dopo la guerra di Castro e del ridimensionamento del suo potere in seguito al trattato di Westfalia del 1648. Da questo momento alcune delle commissioni più ambite finiscono ad artisti rivali del Bernini come Francesco Borromini che si occupa del rifacimento della Basilica di San Giovanni in Laterano e Carlo Rainaldi che costruì il Palazzo Pamphilj e cominciò l'edificazione della Chiesa di Sant'Agnese in Agone in Piazza Navona. Nel 1644 Bernini, che era stato rispettato, ma anche temuto e odiato per il potere quasi dittatoriale esercitato sul mondo artistico romano, subì anche l'umiliante abbattimento del campanile posto sulla facciata della Basilica di San Pietro, per problemi di statica. I suoi detrattori lo consideravano un cattivo architetto dal punto di vista tecnico, e si vendicarono. Quelle persecuzioni ingiuste ispirarono allo scultore uno dei gruppi più felici e forti tra le sue opere: la "Verità scoperta dal tempo", rimasta però incompiuta con la sola figura della "verità". Con la successiva riconciliazione con il papa si iniziava infatti in quegli anni uno dei periodi più favorevoli per le meditazioni del Bernini che, intanto il Papa Innocenzo X dava al Bernini il suo appoggio e gli permetteva la decorazione (con marmi colorati e statue di putti) del braccio lungo della Basilica di San Pietro. In questi anni ebbe modo però di realizzare anche uno dei suoi capolavori assoluti, un'opera che nei suoi valori estetici e culturali rappresenta uno dei fatti artistici più importanti del XVII secolo, la Cappella Cornaro nella chiesa di S. Maria della Vittoria con l'estasi di S.Teresa. Bernini, nel rappresentare un evento estatico organizza lo spazio angusto di una cappella come uno scenario teatrale, con tanto di spettatori, i familiari del committente ritratti a mezzo busto e sporgenti da palchetti laterali, e il gruppo centrale della santa, con l'angelo che la trafigge con un dardo, sulla scena. La santa ha un'attitudine talmente sensuale da far dimenticare a molti osservatori la natura mistica e spirituale dell'evento. Inoltre gli permise nel 1644 di realizzare la "Fontana dei Quattro Fiumi" a Piazza Navona a Roma, con al centro un'obelisco su un basamento di travertino che imita gli scogli, le rocce, i palmizi e i muschi con le quattro statue allegoriche dei fiumi. In seguito realizzò: il "Monumento di Suor Maria Raggi" a Santa Maria sopra Minerva, la "Verità" custodito nella Galleria Borghese e i busti di Innocenzo X, custodito nella Galleria Doria Pamphili, e di Francesco I d'Este nel museo Estense di Modena.
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